Latte e miele con Marco Polo
febbraio 1, 2010 da admin
Capitolo Musica Contemporanea
E’ da poco uscito il nuovo CD dei Latte e miele, storico gruppo pop genovese che visse momenti di celebrità commerciale negli anni ‘80. I Latte e miele, capitanati dal polistrumentista e compositore Mssimo Gori, hanno sempre prodotto musica di buon livello, estremamente accurata nei particolari e sofisticata nelle esecuzioni, ma in questo nuovo disco, per la gran parte strumentale, mettono in mostra una maturazione compositive degna di nota. Echi dai Genesis e dai Procol Harum si amalgamano in un costrutto innovativo che basa la sua fabula sulle vicende di un Marco Polo sognato. Protagonista del tracciato narrativo sotteso alla musica è infatti un giovane che si trova ad ddormentarsi in quel di Venezia nei luoghi che furono del celebre esploratore. Attraverso gli echi dei paesi e delle vicende percorsi da Marco, il racconto uditivo si snoda fra aperture sinfoniche e cori al sapore d’oriente, con melodie incantate e soliloqui misteriosi. L’opera nel suo insieme, assai coesa, sembra fatta apposta per trarne un musical, ricco di suggestioni e colori, danze e artifici. Ci auguriamo che ciò accada, sarebbe il degno coronamento di un così buon lavoro. D’altro canto il genere musicale oggi esplorato dai Latte e miele, appartiene ad una tradizione pop che ha avuto pochi eredi e meriterebbe una riscoperta approfondita.
MAURIZIO GREGORINI
Consigli musicali per capodanno e 2010
dicembre 28, 2009 da admin
Capitolo Musica Contemporanea

Sistemando i dischi ascoltati l’anno passato mi ricapita tra le mani l’album “The Trentemøller Chronicles”, una raccolta di due cd contenente tutti i pezzi migliori di Anders Trentemøller. Il musicista danese in questione è stato uno dei più influenti sulla scena elettronica degli ultimi quattro anni per poi quasi scomparire nel duemilanove. Andando a controllare sul sito ufficiale ho trovato come sua ultima esibizione una data risalente, addirittura, al duemilaotto. Qualche segnale di vita il nostro Anders lo aveva già lanciato mesi fà facendo uscire il remix di “wrong”, dei Depeche Mode, un pezzo niente male passato quasi inosservato. Purtroppo le sonorità sono rimaste quelle dei suoi primi lavori e, nonostante le produzioni siano sempre di grande livello, troveranno sicuramente meno spazio nei locali e nelle borse dei dj. Non c’è poi molto da stupirsi, l’ambiente musicale è in continua evoluzione e il sapersi rinnovare costantemente è pressochè impossibile. Ciò nonostante bisogna dare atto a Trentemøller di aver seguito una linea coerente con quella che è sempre stata la sua musica, senza tentare di cimentarsi in difficoltose variazioni sul genere. In Italia è conosciuto anche dai non amanti del genere grazie al remix di “Do what u do”, di Yoshimoto, suonato e risuonato in tutti i locali, fino alla morte. Vi consiglio di non perdere alcuni suoi pezzi che personalmente ritengo dei capolavori come: il remix di “What Else Is There”, dei Royksopp e “Moan” di cui vi consiglio assolutamente anche il video, dedicato a Laika, la prima creatura vivente mandata nello spazio. Altro musicista cha ha registrato problemi di ambientamento nel duemilanove è Felix Stallings Jr., o meglio Felix da Housecat. Felix è stato uno dei primi a cimentarsi nelle sonorità electroclash gia’ nel duemilauno pubblicando l’album “Kittenz and Thee Gliz” che conteneva le hit internazionali “Happy Hour” e “Silver Screen / Shower Scen”. La seconda una vera e propria pietra miliare dell’elettronica mondiale, suonata ancora oggi. Felix ha continuato a produrre un album all’anno, tranne nel duemilasei, non riuscendo più a replicare, anche solo in parte, il successo di “Kittenz and thee Glitz”. Il suo lavoro si è sempre concentrato molto sugli album, producendo sensibilmente meno remix di Trentemoller, tentando così di non essere più considerato un’artista da suonare solo nei locali ma anche da ascoltare a casa. Come potete immaginare è un connubio riuscito con successo a pochissimi, vedi Fat boy slim e The chemical brothers; se Felix ce l’abbia fatta o meno lo lascio decidere a voi. Vi segnalo il suo ultimo disco: “He Was King”. Invece vi consiglio caldamente il singolo e il video di “Silver Screen / Shower Scen”. Tralasciando il presente poco propizio credo fermamente che Trentemøller e Felix da Housecat meritino un posto nella vostra libreria musicale, sperando che l’anno nuovo possa portare loro più fortuna. In conclusione vi suggerisco alcuni eventi nei quali sarà alto il contenuto di vibrazioni positive:
Giovedì 31 Dicembre, Capodanno d’italia @ Magazzini Generali [Milano], Club dogo, Cyberpunkers, Alicante.
Giovedì 31 Dicembre, Your time @ Piazza Vittorio [Torino], Groove Armada.
Giovedì 31 Dicembre, zoo 105 @ Vaillant Palace [Genova].
Io sarò in piazza Vittorio, Rock and Roll.
Bloody beetroots, Crookers etc. La musica italiana è in movimento
dicembre 17, 2009 da admin
Capitolo Musica Contemporanea

Scrivere di musica giovane è difficile, scriverne da Genova lo è ancora di più. Allora ti tocca spostarti, uscire e andare a vedere cosa succede in casa d’altri. Nonostante il connubio viaggio-musica sia sempre stato uno dei miei preferiti sarebbe soddisfacente, ogni tanto, poter apprezzare qualche genuino prodotto di casa nostra. Comunque, dopo il fervore dei mesi estivi, penso sia finalmente arrivato il momento per poter fare il punto della situazione: Indiscussi padroni dello scenario notturno sono stati The Bloody Beetroots, i due mascherati da Bassano del Grappa hanno inondato l’etere con una quantità imbarazzante di singoli, remix e collaborazioni, parzialmente racchiuse, a fine estate, nel loro primo album “Romborama”. Di forte impatto mediatico la loro presenza nel Mtv day, a Genova, con un set supersonico ( neanche venti minuti ) conclusosi con la partecipazione di Marracash insieme al quale hanno prodotto singolo e video di ” Come la “. Entrambi veramente niente male. Purtroppo non si puo’ dire lo stesso del secondo video estrapolato da “Romborama” : “Awesome” (feat. The Cool Kids) sembra assomigliare più ad una pubblicità pro Diesel ma, nel complesso, un discreto lavoro. A ruota dei Bloody Beetroots meritano assolutamente un occhio di riguardo i Crookers. Questa coppia milanese fa elettronica da una vita e ha pescato il jolly estivo con il singolo ” Day ‘n’ Night ” in collaborazione con Kid Cudi. L’unico rammarico è quello di vederli un pochino sottovalutati quando avrebbero molto piu’ da dare soprattutto live dove, tecnicamente, sono forse superiori agli stessi Bloody Beetroots. Mi permetto di consigliarvi ” Di giorno e di nite ” un’alternativa simpatica di Day ‘n’ Night realizzata con Two Fingerz e Dargen D’Amico. Artisti di cui vi parleremo a breve. Elemento in comune tra Bloody Beetroots e Crookers, per amicizia e non solo, è il giappo-americano Steve Aoky. Per completare il quadro non potevo esludere il dj con più presenza scenica che mi sia capitato di incontrare questa estate: non tanta tecnica ma una capacità di coinvolgimento unica. Il suo album ” Pillowface and His Airplane Chronicles ” è un capolavoro di energia e cattiveria. Nonostante sia uscito nel 2008 personalmente lo ritengo ancora oggi uno dei più freschi in commercio. Andando a controllare le date del suo tour mi sono accorto di quanto sia apprezzato in tutto il mondo, tranne che in Italia. Ho mancato con rammarico la sua data primaverile al Circolo Magnolia a Milano, sotto un diluvio universale, e un’altra nel profondo sud ad inizio Agosto. Peccato perche’, da oggi e fino ad Aprile, non sono previste altre date nello stivale. Merita sicuramente un approfondimento e una playlist nei vostri i-pod, avete la mia parola. Vi segnalo, in conclusione, alcuni eventi ai quali sarebbe utile da parte vostra partecipare per l’alto contenuto di vibrazioni positive: Giovedi’ 17 dicembre, Giant Bass @ Tunnel [ Milano ] ( gratis ). Domenica 20 Dicembre, Crookers ft Kelis @ Palaisokazaki [ Torino ] ( ?? €). Sarò presente ad entrambi, vi aspetto. Rock and roll.
LUCA PETAZZI
Black eyed pease! Black music please!
novembre 10, 2009 da Maurizio Gregorini
Capitolo Musica Contemporanea
Fanno sfracelli. Ogni loro disco è un ‘apoteosi, un gorgoglio di encomi e milioni di copie vendute. Sono ormai un fenomeno di costume con i loro abiti surreali, le loro suggestioni metropolitane e il culotto rotondo di Fergie, la cantante. Stiamo parlando dei Black eyed pease, il gruppaccio newyorkese che mischia i generi in un’amalgama rap che piace a tutti, con ingredienti funky, ciottoli afro, banconote chicane e melodie europee. E si tratta pur sempre di black music, qui sta il bello. Nonostante le varianti, le citazioni continue e le schiacciatine d’occhio al pop commerciale, resta inconfondile la ritmica nera, il vigore dei ghetti dalla Grande Mela, lo scarto modaiolo che s’impone dalla metropoli più cosmopolita del mondo. Ora tutti ballano il loro nuovo single “Gotta feeling” ma i due precedenti cd, “Elephunk” e Monkey business” sono stati due capolavori assoluti, degni del glorioso Prince prima maniera. Alla faccia degli snob che sputano sulla musica da ballare. E non li avete mai visti in concerto! Una specie di incontenibile miscela di energia e acrobazie vocali degne del miglior Eminem. Cosa ci riserveranno alla prossima i quattro scatenatissimi “Piselli neri con l’occhio”? Cosa ha ancora in saccoccia quel geniaccio vestito da ragazzino anni ’50 di Will I Am, il leader della band? Siamo qui ad aspettarlo, lui il nuovo re della dance raffinata e citazionista. Noi li celebriamo anche perché ci ricordano gli anni ’80, quella decade che tutti snobbano perché spensierata, ricca di spunti, coscientemente leggera, in opposizione ai tormentati e pesantisssimi ’60.
NELLA FOTO: Fergie, la cantante dei BEP






