Dizionario semiserio del “Politically correct”
febbraio 8, 2010 da Maurizio Gregorini
Capitolo Satira

Nel giorno in cui il Consiglio d’Europa pubblica un documento che invita stampa e stati a non affiancare la parola “immigrazione” con “illegale”, per non fomentare la xenofobia, pubblico un mini dizionario di ipocrisie politically correct entrate in voga negli ultimi tempi.
Migranti: un gerundio che punta all’infinito particolarmente usato dal Tg3 che giustifica il “momentaneo” e impercettibile passaggio degli immigrati (notare il participio) clandestini.
Psicolabile: pazzo
Pazzo: psicolabile che ruba le pensioni ai pazzi “i finti pazzi di Napoli”
Eco-sostenibile, Eco-logico, Eco-compatibile, Eco *inserire contrario di concetto negativo*:
Audace sostantivo creato da geni del marketing volto a giustificare i normali prodotti dell’uomo e del progresso (macchine, case, e ora anche i concerti…)
Diversamente abile: ci avevano provato con disabile, e portatore di handicap (notare già qui la bestemmia linguistica, portatore di cosa?). Diversamente abile é ancora più bello, e, se vogliamo, ancora più offensivo.
Inflazione: come diceva Von Mises, la tv si diverte a chiamare inflazione la conseguenza dell’inflazione, ovvero l’aumento dei prezzi.
Precariato: persona che non trova ma vorrebbe, un contratto a tempo indeterminato. What else?
Cassa integrazione: vista come una condanna, é un dono fatto a cittadini che, sospesi, anche temporaneamente dall’obbligo di eseguire la prestazione lavorativa, avranno per due anni e mezzo l’80% dello stipendio.
Costituzione: testo creato da uomini normali e cattocomunisti, considerato Sacro al pari della Bibbia, immutabile, perfetto, scritto e votato da divinità e santi patroni. Chi lo tocca muore bruciato in Campo de’ Fiori nella migliore delle ipotesi.
Vuoto legislativo: assenza di divieti. Pensavate che tutto ciò che non è espressamente vietato fosse permesso? Giammai. Se qualche condotta è ancora lecita è solo perché il legislatore si è dimenticato di vietarla.
Istituto rieducativo della pena: carcere. Interessante poi osservare quanto possa essere rieducativa, come previsto dalla Costituzione, la pena dell’ergastolo.
Educazione Civica: indottrinamento dello Stato nei confronti dei suoi cittadini più giovani volto a manipolare le menti nell’invito ad adorare, venerare e giustificare le istituzioni.
Non facciamoci prendere in giro, per dirla a loro modo, il politically correct ci ha correttamente rotto i c….ocomeri!
Elisa Serafini







Bellissimo articolo.
Scusate la svista, ho confuso participi con gerundi.
Migranti è un participio presente, immigrati è participio passato.
Vado a rifare la 5° elementare…
Il giochino potrebbe essere divertente se questi imbecilli non si prendessero maledettamente sul serio. Provo a esercitare la fantasia. Lo stitico come lo vogliamo definire? Diversamente ca…. (il resto, poiché non sono più tanto piccolo, per decenza – come dicevano i nostri nonni – lo lascio nella penna). Negro non va bene, nero nemmeno, allora bisognerà inventarsi (se non l’hanno già fatto) “diversamente bianco”. Surreale, più che demenziale. Sbaglio o per “sordo” non l’hanno ancora coniato un più acconcio “diversamente udente”? Similmente “cattivo” bisognerà sostituirlo con “diversamente buono” (mamma, dove va a finire la bellezzsa della nostra lingua?). Ti ripasso la palla, Elisa, vedrai che te ne verranno in mente tante altre. Magari se ci fai un libriccino tiri su anche i quattrini per pagarti con tutto agio l’università.
Bellissime Dionisio, sei fonte di ispirazione.
Se vi sara’ un libro, diversamente ca… diventera’ sicuramente il titolo.
Ho un amico che odia essere definito “di colore”, dice che i colorati siamo noi, e loro invece sono semplicemente neri, e hai ragione, siamo ad un passo dal diversamente bianco: che squallore, in questo modo si e’ davvero razzisti!!
Il nero che dice che i colorati sono i bianchi va messo sullo stesso piano dei bianchi che definiscono colorati i neri. Esiste(come ha detto Einstein, mi pare), un’unica razza, quella umana. Vero è che i condizionamenti culturali restano forti per le comunità di certe aree, e possono incidere anche sui meccanismi della mente. Per esempio, come mai gli arabi imparano a guidare l’aereo finché vola, e anche bene, al punto da riuscire a lanciarlo contro un obiettivo (penso al lancio contro le twin towers, cosa non facile) ma non riescono, come ho letto da qualche parte, ad acquisire il meccanismo che consente l’atterraggio?