Chi comanda chi in questo paese?

Ormai l’Italia somiglia sempre più al paese degli orsacchiotti, così ben tratteggiato da Dino Buzzati. Un pasticcio alle sarde di verghiana memoria, nel quale trovano posto le peggiori storture e l’assoluto caos degli ingredienti. Il peggio è che nessuno sa più chi comanda chi; il governo ci prova ma i giudici e la burocrazia lo smentiscono quotidianamente; il Tar ribalta gli uffici elettorali, gli uffici elettorali possono rovesciare il giudizio del Tar. Il Presidente della Repubblica sancisce e approva ma i tribunali bocciano; il Consiglio di Stato può intervenire e riconfermare la legge osteggiata dagli altri giudici. Il mastodonte burocratico, il Leviatano delle scartoffie divora sé stesso e i diritti/doveri dei cittadini. Un vero sfascio, nel cui marasma annegano Tocqueville (non invasività dello Stato) e Montesquieu (separazione dei poteri), con essi la democrazia così come fino ad oggi l’abbiamo conosciuta. I partiti, queste grosse grasse concrezioni antiquate, che Simon Weil aveva ben ragione di voler sopprimere, fanno la loro parte mutuando in disastro continuo il duello fra le conventicole correntizie. La giustizia non esiste più, se non per esacerbare la lotta politica. La lotta fra poteri e all’interno dei poteri stessi frazionati è ormai ingestibile e sempre più i tempi avvalorano il famigerato teorema matematico di Godel: quando un sistema è saturo solo un intervento deciso dall’esterno può riportare la ragione (cito a braccio); insomma, rivoluzione o invasione straniera. Il centrodestra ci ha provato in ogni modo a riorganizzare il paese, a spezzare i privilegi, a ristabilire i campi d’azione. E’ stato anche insolitamente morigerato nei metodi e nei mezzi; le opposizioni, perse fra ideologìa e giustizialismo, hanno intrapreso invece la pericolosissima strada dello scontro istituzionale e del caos ad ogni costo. La quotidianità di questa penisola allo sbando ci induce dunque a pensare che, come un nero nuvolone all’orizzonte, lo scontro si appropinqui inevitabile. Ci auguriamo ovviamente che qualcosa d’inatteso accada e l’Italia ritrovi l’equlibrio. Il nostro però, gramscianamente, è l’ottimismo della volontà oscurato dal pessimismo della ragione.
MAURIZIO GREGORINI







Chi comanda in Italia ? Domanda provocatoria, tanto e’ semplice la risposta.
Senza chiedere autorizzazione ad alcuno, senza alcun sostegno popolare concesso dalla obsoleta e fastidiosa cerimonia chiamata ” elezioni”, qualche migliaio di funzionari dello Stato, divenuti tali mediante il superamento di un concorso , praticamente svincolati da ogni controllo, con il diritto sul cittadino medio di vita o di morte, sulla cui vita privata non e’ consentito guardare, in grado di agire contro tutto e tutti, Parlamento, Presidente della Repubblica, Parlamentari, Partiti, becchini, pensionati, madri, padri, infanti, ciclisti,mortammazzati in guerra o di lupara,generali, caporali, comandanti di aerei, controllori di volo,benzinai,poliziotti, operai, industriali, spie italiane e straniere,capi di stato amici e ostili, cardinali e preti, giornalisti,bloggers, mendicanti, negri, imam e pellegrini,falegnami, ingegneri, registi, trans, presidenti di seggio e presidenti di Regioni o di banche o di circoli di cirulla : nulla puo’ sfuggire all’occhiuta attenzione di Lor Signori Illustrissimi, i MAGISTRATI. (genuflessione)
Con un colpo di Stato strisciante, iniziato con il famoso periodo di Mani Pulite, la supercasta dei Magistrati ha preso il potere in Italia, e adesso, finalmente ha calato la maschera.
Gli unici che, in nome della Legge, possono impunemente violare la legge, senza pagare MAI alcun dazio, sono ormai al potere.
Lo sono da tempo, ma adesso lo stanno esercitando rudemente, per far capire chi comanda,sia alla “casta”, sia al popolo minuto, quello che non conta una minchia e prende calci nei denti da chiunque, tanto la giustizia e’ morta da un pezzo. Se c’e’ una cosa che mi farebbe ridere se non confliggesse tragicamente col “dolore vero”, sono quei povericristi che in lacrime chiedono giustizia per il loro mortammazzato dal Rom o dal mafioso di turno : questa gente non avra’ MAI giustizia, in questo paese in mano alle Signorie Loro Illustrissime, i nuovi padroni dell’Italia.
La destra s’era illusa di poterli condizionare, la sinistra fa finta di credere che sono amici loro : la realta’ e’ che per stabilire se i Giudici hanno veramente fatto un colpo di stato, bisognerebbe istituire un tribunale presieduto da loro stessi medesimi.
Cambiamo dunque sui testi sacri ed anche quelli scolastici, l’art.1 della Costituzione
” La Repubblica Italiana è una Repubblica fondata, diretta, ispirata dalla Magistratura, sia Inquirente che Giudicante”.
Punto.
Ovviamente la frase :
“Gli unici che, in nome della Legge, possono impunemente violare la legge, senza pagare MAI alcun dazio”
va cambiata in :
“Gli unici che, in nome della Legge, possono impunemente “interpretarla”, senza pagare MAI alcun dazio”
( Visto mai…)
Nella sua Teoria dei Giochi Nash dimostra che due giocatori, pur nell’impossibilità di conoscere uno le mosse dell’altro, convergono ad una situazione stabile dalla quale nessuno dei due ha vantaggio ad uscire.
Caro Simonetti, dici cose piuttosto evidenti e quindi la Tua analisi è condivisibile. Se volessimo tuttavia essere più pessimisti e vedere nella ribellione (al governo di centrodestra) di una parte della magistratura soltanto un fenomeno transitorio, dovremmo concludere che in Italia si sta svolgendo una sorta di partita a scacchi destinata a concludersi in una perenne sorta di ‘patta’(l’immagine è di Leonardo Sciascia). Il paese è uscito dalla seconda guerra mondiale più diviso di quanto non si sospettasse. Questa lacerazione insiste ed è diventata una mentalità che ci trascineremo dietro per chissà quanto. D’altra parte questo clima di eterno scontro conferisce al nostro paese un profilo basso e lo fa assolvere al suo dovere di nazione sconfitta (appunto nel secondo conflitto mondiale) Guardo caso, questo ruolo di profilo basso e di eterni sconfitti è quanto sommamente piace ai cattolici e ai comunisti (in generale alla sinistra). Direi che anche contro certi giudici, per risorgere, non possa che riprendere quota un movimento nazionale degno di questo nome. E non è semplice, dato il ruolo idillico-notarile di una bella fetta dello stesso centrodestra, come Tu stesso all’ultima riunione politica hai potuto constatare.