La maleducazione come fenomeno di massa

Dedicato alla maleducazione quale fenomeno di massa. No, qui non c’entra Almodovar e la sua Mala Educaciòn. Purtroppo mai come nella stagione estiva emergono  vizi, stravizi e pessime abitudini imperanti della nostra società .
Stendo l’asciugamano al sole, sulla spiaggia, e zac! …ecco la famigliola chiassosa e ineducata che si appiccica proprio a pochissima distanza dal mio telo. Rispettare i famosi “sei gradi di separazione” no, eh?
Non solo. La vicina d’ ombrellone parla a voce così alta al suo cellulare, che mi tocca sopportare i suoi consigli rivolti alla sorella afflitta da forte dissenteria: “Mi raccomando, fermenti lattici, ma non la solita Enterogermina che non fa niente…”. Così vengo a sapere quante sono le “sedute di gabinetto” di su’ sorella.
Due fidanzatini guardano la luna e il mare su uno scoglio, scambiandosi effusioni. Carini, penso. Ma ecco che dopo essersi scolati due birrette lasciano i vuoti e i bicchieri lì, sulla scogliera e se ne vanno via, incuranti.
Passa una signora col sacchetto della “rumenta” (come la chiamiamo in Liguria). Ma invece di portarla al cassonetto, che ritiene essere troppo lontano per le sue esigenze, preferisce piazzarlo dentro i piccoli cestini  per la carta delle merendine o degli stecchini del gelato posti sul lungomare: c’est plus facile!
Ce n’è una serie così lunga di scostumatezze di massa da subire quotidianamente, che ci sentiamo perfino intimiditi e impotenti nel farle rilevare. Non parliamo degli schiamazzi notturni che si protraggono oltre l’una. E d’accordo che l’estate ha le sue esigenze, ma le risse dovute a sbronze etiliche, le movide non stop, le spiaggiate con bonghi e tamburi rullanti fino all’alba, non le vuole sopportare nessuno nelle vicinanze di dove alloggia.
In molti litorali italiani hanno disposto barriere fatte con galleggianti di plastica per proteggere il sacrosanto diritto dei bagnanti di avere uno specchio d’acqua a propria disposizione, preservandoli dall’invadenza dei natanti. La Guardia Costiera passa e di tanto in tanto e  multa qualche rozzo marinaio d’acqua dolce,  per educarne cento. Ma in numerose località marine  le imbarcazioni non in regola,  sono talmente numerose che bisognerebbe multarne cento per educarne mille.
Così, regolarmente i bagnanti si ritrovano a dover nuotare tra tappeti di barche di grosso cabotaggio, spuma di detersivi con i quali vengono lavate, residui oleosi di idrocarburi nonché avanzi alimentari come scorze di anguria,  quando va bene.
“E la chiamano estate”, cantava elegantemente Bruno Martino.
“Voglio un’estate maleducata, di quelle che non dormono mai”, risponde Vasco Rossi . Due a zero per il coatto Blasco.
Vipera Gentile   






