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Senza entrare nel merito della questione, devo fare un appunto al Gregorini : poichè alla maggioranza degli italiani Casini fa schifo anche quando è vestito, perchè farcelo vedere nudo ?
AMEN!
Premetto che per quanto mi riguarda non comprendo la fuga di Walter Bertini verso il marchesino Luca Cordero di Montezemolo. La Fiat (croce e delizia, delizia al cor…come si canta nella Traviata) ha troppo condizionato la vita politica economica e sociale italiana per consentirle di riprendere a farlo (con i diversi rinnovati colonnelli: da Casini a Rutelli, da Fini a….). Piuttosto è opportuno praticare un tentativo di rilancio del centrodestra in Liguria: un congresso può essere un’ottima occasione. Ma sia chiaro: chiunque è in grado di creare una struttura che sia in grado di “macinare politica” fa benissimo a farlo (con il naturale intendimento di mandare all’opposizione la Sinistra). Quello davvero che manca e di cui si sente il bisogno a Genova, come in Liguria è la realtà di un movimento popolare che ci porti fuori dal Dopoguerra e dai suoi miti ormai fiacchi. E’ la mancanza di una componente essenziale, dinamica che porti aria nuova in una città purtroppo invecchiata (e quel che è peggio sclerotica). E’ innegabile che l’attuale dirigenza non è in grado o non vuole praticare una linea movimentista che pure potrebbe invertire la tendenza alla depressione che la sconfitta di Biasotti e la rimessa in discussione della candidatura di Musso ha provocato. Il Congresso potrebbe forse agire in questo senso (e comunque si dovrebbe sperimentarlo).
Credo però che occorra individuare un leader, un personaggio popolare capace di esprimere un linguaggio interclassista, un Masaniello dei quartieri alti (come Castellaneta alcuni anni fa?) oppure una figura che nella fortunata attività imprenditoriale richiami Berlusconi, pur essendo diverso da lui.
Certo che è difficile ma bisogna tentare.
E’ sorprendente che Evola parli di Machiavelli nei termini in cui lo hanno sempre considerato i bigotti (italiani ed esteri del suo tempo). Donde la corrente dell’antimachiavellismo che ha imperversato a lungo in Italia). Se c’è un autore che ha incarnato il senso della romanità (ritornata nel Rinascimento) è proprio lui.Certamente è condizionato dalla realtà comunale e dalle signorie del tempo (con tutte le ideologie attuale e pregresse), però è altresì il teorico dello stato assoluto che più da vicino richiama la romanità (l’impero, sacro romano della nazione germanica) era ormai nell’Europa del tempo in notevole difficoltà, anche se Carlo V diede ad esso ancora un certo lustro.
Forse perché “nudo” è meno “coperto” dagli intralazzoni vari???
@alberto…non so quale…ma se è quello che penso io, stai tornando indietro sui tuoi passi o stai passando delle giornate infernali, tanto da pensare a fare “il giustiziere al volante”??
Precisissima e purtroppo realistica analisi, nonché ottima dialettica, complimenti
Occorre in questo caso convenire che i radicali avevano ragione nel proporre quel referendum citato nell’intervento di redazione. L’articolo risponde però fondamentalmente a se stesso, in ultimo citando il caso Gentilini. Certe leggi sono del tutto inutili ma aiutano politicamente chi governa. Voglio dire, quel che Democratico-cristiani e Comunisti temevano più di ogni altra cosa era il precoce risorgere del nazionalismo e hanno agito coerentemente perché anche se il fascismo ci aveva, come Italiani, portato ad un disastro la sua ideologia era stata un’espressione estremizzata del nazionalismo. Il senso delle nazioni è sempre stato robusto in Europa (e il nazionalismo quello serio, dignitoso e accorto una normale componente della vita di un popolo. A volte, storicamente, si è profilata una forma estremistica con conseguenze o di sconfitta o di vittoria…). Lo stesso si può dire per il razzismo (inevitabile conseguenza da vent’anni a questa parte di non poche leggerezze demagogiche in senso contrario). Fra coloro che hanno governato la penisola negli ultimi sessant’anni non sono mancati gli stupidi (ma anche le persone accorte che hanno cercato di rimediare con leggi ad hoc alle incredibili cretinate dei propri associati). Nel caso del fascismo, per combatterlo si è addirittura cercato di dimenticare la parola “patria”. Comunque le leggi sovente sono un rimedio peggiore del male (ammesso poi che di male si tratti, perché resta pur sempre per l’individuo la necessità di difendersi da coloro che hanno governato (talora ignobilmente) questo paese. E’ abbastanza naturale che ad un estremismo di un certo tipo se ne susciti a fronteggiarlo uno contrario.
Ciao Claudio. Sono d’accordo col fatto che la legge rispondesse alle esigenze di chi governava al momento, e che un estremismo ne generi un altro opposto (quest’ultima cosa abbastanza ovvia, basti pensare agli anni di piombo).
Però era concebile una mentalità così negli anni immediatamente successivi al fascismo, quando il ricordo e gli strascichi erano ancora vivi. Adesso siamo in piena era post-ideologica, e sarebbe bene guardare a quel periodo con uno sguardo distaccato e riconoscere l’inutilità dei reati d’opinione.
Cara Vipera (Gentile), in questa insopportabile calura tropical-terzomondista abbandonati gli inestetismi (vomitevoli, grotteschi e iettatori) fai bene a ricrearTi con le frivolezze del Mondiale sudafricano. Se il polpo indovino fosse stato una piovra era meglio buttargli in pasto quel tonto di Blatter e tutti quelli che o non riconoscono le sue volontarie gaffes o le riconoscono ma si guardano bene dal dire che in sesquipedale babbeo. Un tempo la stampa italiana era meno perbenista e meno politicamente corretta. Debolezze del presente che, purtroppo, la calura non riesce a liquefare! Nemmeno le ignobili trombette made south Africa!
Claudio, il mondiale non l’ho seguito che di riflesso al fatto di averci degli uomini in famiglia. Quel che mi stupisce di personaggi arroganti come Blatter-blatta è che alla fine, la politica c’entra eccome, anche in un evento sportivo e che il servilismo della nostra stampa, si adeegua al solito politicamente corretto mondialista. Le vuvuzelas pare vengano fatte da una ditta bresciana per il Sud Africa. Era già tutto previsto che in un mondo demenziale, avrebbero ottenuto un largo impiego di massa anche da noi. Infatti se ne è servita la CGIL durante l’ultimo sciopero. Buona estate.
Che c’entra il fatto dei Mattei del 1973, opera peraltro involontaria come omicidio ( come riconosciuto da tutte le sentenze da cui la prescrizione, che in caso di omicidio volontario invece non avviene mai) di tre fuoriusciti da un gruppo politico che comunque si sciolse due mesi dopo, col Collettivo Antagonista Primavalle di oggi ?
Che tutto è meno che “operaista” come invece era il Potere Operaio di 37 anni fa ….
Il quartiere di Primavalle certamente da allora è molto cambiato … da estrema e degradata periferia ad un retaggio oggi di quartiere abbastanza tranquillo e persino piccolo-borghese, ma non per questo ha cambiato nome ….
Ed allora non si capisce un parallelo inesistente legato esclusivamente al nome del quartiere ….
Pure la sede locale di AN, ora PdL, si chiamava prima AN Primavalle ed ora PdL Primavalle … ed allora ?
Può darsi che la candidatura di Vendola con l’andar del tempo diventi davvero reale. Allo stato attuale delle cose è difficile crederci. Sembra piuttosto una manovra del solito (Carlo) De Benedetti per cercare di piegare i riottosi di sinistra nei confronti del suo potere (mediatico) e del suo peso nel creare linee politiche. Vendola per me rimane una mezza bufala (o se vogliamo un “ballon d’essai” per il centrosinistra e più in generale per l’elettorato). Comunque per me Vendola è in grado di garantire una nuova vittoria a Berlusconi per il prossimo ciclo legislativo. E non posso che compiacermene. La favolistica meridionale rigovernata dai soliti ideologi di Sinistra non credo che possa ingannare l’elettorato (con buona pace di Maurizio Costanzo che a suo trempo contribuì al lancio di Vendola e del movimento gay di cui quest’ultimo fa parte).
C’è ancora qualcuno che ha fiducia nelle istituzioni italiane?
Fiducia in chi? in che cosa?
I dati statitistici ci dicono che l’itailia tornerà ai valori economici di prima della crisinel 2014 .
Ancora 4 anni anni di sangue e sudore per arrivare a dove ?
ad un PIL che cresce tra lo 0,8% e l’1,2%….mi vien da ridere…
Fintanto che gli italiani non avranno ben chiaro ciò che dvranno pretendere da chi li governa faremo solo la guerra dei bottoni.
Come può crescere un paese dove chi viene ad investire deve aspettare anni per vedere conclusa una qualsiasi controversia legale, dove chi semina debiti resta impunito, dove a seconda della zona dove abiti hai un regime fiscale, di fatto , diverso ….
Dove il pensare di rivolgersi alla legge per far valere un prorpio diritto è pura follia….
Per non parlare delle varie pastoie burocratiche, etcetc
quale imprenditore sarebbe disposto a dare fiducia, lavoro sudore, rischi per 4 anni pewr vedere la sua azienda crescere, forse, dello 0,8%???
Cordilità Paolo
Indubbiamente Paolo ha ragione su molte cose anche perché (se non sbaglio) essendo un piccolo o medio imprenditore ha 1000 motivi per essere sfiduciato.
Essendo una normale cittadina, credo di appartenere alla categoria di “spirito animale”…non ho fiducia in tante cose, ma in altre voglio ancora credere ed avere fiducia, poi il tutto dipende dalle persone, dagli interessi, dalla volontà di ricominciare senza commettere gli errori del passato. Naturalmente questo richiederà tempo e tanta, ma tanta fiducia…..se dovessimo perderla del tutto, sarebbe il crollo totale, anche delle nostre anime libere…..
Concordo “abbastanza” sull’articolo di Vito Schepisi ed “abbastanza” sul commento di Papini. Tuttavia non si può negare che, attendibile o meno, sto Vendola ha un certo seguito…che sia illusorio può essere, che esista è un dato di fatto. Non lo vedo certo come un ipotetico sostituto di SB, ma non credo neppure sia da prendere troppo sotto gamba. Molti tra coloro che son di sinistra lo vedono come un “nuovo simbolo di costruttività e non solo un parolaio”….quindi mai sottovalutare le mosse degli altri, soprattutto considerandolo un gay, a parer mio…mossa molto sbagliata!!!
Caro Maurizio, non conosco siffatto personaggio. Non ci tengo e me ne terrò alla larga. Quello di cui l’infelice non si rende conto che la sinistra (italiana) è tutta una favola ovvero un pallone gonfiato e forse una vescica che perde aria. Egli dunque decadrà sul molliccio e sarà uno dei tanti “decadenti sul molliccio”.
L’intervento di PierLuigi D’Angelo illumina aspetti seri e fondati nell’ambito di ogni situazione economica di crisi. Non vi è dubbio che la condotta dell’investitore, dell’imprenditore, ecc. si fonda su una fiducia che è una sintesi più o meno omogena di razionalità e irrazionalità. E’ un fiuto che sa scegliere prospettive razionali che gli sembrano favorevoli ma la scelta è soggettiva (e intersoggettiva). E’ un po’ come l’analisi filosofica del calcolo delle probabilità che è una struttura oggettiva ma la decisione di giocare d’azzardo si avvale di una irriducibili fiducia soggettiva che è “uno spirito animale”.
Nella situazione complessiva italiana è assai più difficile recuperare la fiducia per tanti motivi (alcuni dei quali sono stati elencati negli interventi di commento. Ne voglio citare uno: il malcostume parlamentare che incita a non averne. I nostri partitanti (dell’opposizione) ma anche alcuni cretini e birichini all’interno della maggioranza remano contro. Perché? Perché è nella natura degli individui piccoli (che si trincerano dietro pretesi grandi ideali) di non sapersi mai rassegnare a quella necessità che storicamente qualcuno riesce ad incarnare (pur con i limiti inevitabili di circostanza). Hanno paura che Berlusconi si rinforzi troppo e che loro non possano più fare né i sottosegretari né i ministri e allora fanno la fronda.
I vari Casini (il cui cognome è tutto un programma), Rutelli, Fini, Di Pietro, si agitano ipotizzando governi campati in aria. Fanno vento, fanno rumore dando sponda all’opposizione di cui fanno parte ma qualcuno godendo anche dei frutti (Presidenza della Camera dei Deputati) derivati dal fatto di essere in maggioranza. Non parlo dei peones di Fini (Bocchino, altro cognome significativo, Granata, ecc.)perché non è il caso. Paradossalmente ma non tanto è più serio Bersani anche se insidiato (ohibò!) da Vendola. C’è un’immaturità nelle file del Parlamento che è da noi un caso endemico. Per quel che mi riguarda più poteri al Governo meno in ogni caso al Parlamento. Questa sarebbe davvero una riforma costituzionale destinata a dare fiducia ai cittadini ben oltre l’area del centrodestra.
Grazie Luca! Purtroppo leggo solo ora e per caso il tuo commento!
@Anna: è A PRESCINDERE dall’essere o no imprenditori …..
Molto divertente, anche se prendersela con uno dei più inoffensivi istrioni-pagliacci è come sfondare una porta aperta. Questo genere di satira esiste da sempre e sempre probabilmente esisterà; e meno male che c’è uno come lui, a gloria dei potenti.
Lunga vita al Celestini e all’arte del popolo!
Credo tu abbia ragione sul fatto che il vero oggetto delle polemiche, anche in occasione dell’ultima visita di Gheddafi, sia Silvio Berlusconi. Tuttavia è innegabile che il cavaliere – come rivendica lui stesso con orgoglio – abbia apportato una svolta nel modo di concepire e condurre la politica estera del paese, basata tutta – o principalmente – sulle sue capacità istrioniche e di rapporto molto diretto e confidenziale, fuori da ogni regola e ogni protocollo formalistico, con l’interlocutore di turno. E’ innegabile che questo approccio molto personale abbia comportato un sorprendente successo personale, come nel caso del rapporto con Putin o con Gheddafi. Tuttavia il dubbio – a mio avviso lecito – è se questo modo ‘personale’ di condurre la politica estera sia veramente vantaggioso, soprattutto a lungo termine, per il paese. Perché essere simpaticamente sui generis come fa lui, il prediligere i rapporti con personaggi obiettivamente scomodi, l’apparente mancanza di una politica estera definita e stabile per essere ‘amico di tutti’, temo possa comportare in realtà svantaggi tali da pregiudicare molto anche quei presunti vantaggi immediati ma, temo, spesso più apparenti che reali.
Ottimo articolo. Resta comunque il fatto che se occorre controbattere alla miseria della Sinistra (o Sinistra della miseria), è bene non prenderla troppo sul serio. Quello che può e deve preoccupare è il desiderio dell’Islam di impadronirsi dell’Europa. Il desiderio di Gheddafi non è solo pio, e non è suo esclusivamente tale desiderio. O Arabi o Turchi ce l’hanno da sempre e per la verità non lo hanno mai nascosto nel passato e nel presente. Gheddafi, vista la scarsa serietà in proposito dei mass-media italiani per il passato, ce lo ha detto esplicitamente. Cerchiamo di tenerne conto. Non possiamo non farlo.
Complimenti per l’articolo, che quoto in pieno.
Voglio ancora tessere l’elogio di Gheddafi. E’ del tutto condivisibile che al vuoto religioso dell’Europa sia preferibile perfino l’islamismo. In questo senso ci da una bella lezione. I cattolici si sveglino.
Bravo Maurizio, hai ormai la mentalità autentica da assessore alla cultura in una giunta (speriamolo!) di centro-destra. In tutti i casi sia che opportunamente si giudichi positiva la Tua idea sia che si proponga diversamente, il Mercarto del Pesce va valorizzato oltre l’idea puramente museale (che non è disprezzabile, ben s’intende) proposta da Enrico Musso. Meglio volgersi alle attività produttive, innalzando il livello dei musei già esistenti.
Salve a tutti,
io sono un branzino del mar ligure. Siccome la questione mi riguarda da vicino, volevo sapere dove alloggeranno me e i miei amici salmoni, ostriche, tonni, pesci spada e compagnia bella? Sapete com’è , ci eravamo affezionati all’ idea di essere surgelati e serviti lì sotto la sopra elevata. Ma ora, che sarà dei nostri tranci, dove smerceranno me e i miei familiari?
Grazie per l’attenzione.
Silvio il branzino di grotta Capolungo
Caro Vito….secondo me Fini arriverà, parlerà e dirà le stesse cose che gli altri si aspettino lui dica….ovvero nulla che non abbia già detto = nulla di concreto, nulla di fatto, solo che lo farà utilizzando alla massima potenza il suo elegante “savoir faire”…così lontano dal Cav…che ne spara una ogni due x tre. Un riavvicinamento a Silvio….secondo me….ci potrebbe anche stare. Mai dire mai, d’altronde credo sia chiaro a tutti (o meglio spero…) che lui e sue eventuali coalizioni (horror…), non darebbero i risultati sperati. Chissà che alla fine non ci ripensi, facendo finta di fare Godot, per poi arrivare e destabilizzare nuovamente tutto l’ambaradam??? E si ricomincia……
Ho letto l’articolo di Schepisi e poi i commenti successivi. Ovvia la propaganda anti-berlusconiana durante la visita di Gheddafi…non ci si poteva aspettare nulla di diverso….però va detto che anche gli italiani hanno pagato salatamente alcuni scambi…con il beneamato “beduino”. Io a Gheddafi non tesso nessun elogio, l’abbiamo accolto anche troppo bene….lo definirei uno “spettacolo interessante”…il suo tendone, i suoi cavalli, le sue istrioniche apparizioni che, ben si compensano, con l’altrettanto istrionico ns P.d.C….La differenza sta nel fatto che il Berlu è un gran “marpione”, ma in fondo in fondo…..è assai diverso dal libico “mercenario”….. Detto questo, mi piace il commento di Papini…mai sottovalutare nulla!!!
Non ho affatto presente questo posto, l’ho sempre visto da fuori, quindi la mia rischia di essere una risposta insensata. Tuttavia, nell’ambito prettamente culturale, sarei anch’io dell’idea di non darlo ai centri sociali, ma che possa essere utilizzato dell’ambito definito da Gregorini. Un punto d’incontro…del tutto privo di “mummificazione”….Già di mummie qui ce ne sono anche troppe!!
Caro Gregorini, lo ribadisco: parli ormai come un leader della nuova cultura genovese e come un assessore in pectore della nuova giunta comunale di centrodestra. Quello che dici è verissimo. Il problema resta nella nostra città il blocco sociale di cui fanno parte le dieci grandi famiglie di Genova e le articolazioni della sinistra che da quattro decenni circa governa questa città. Il fatto che lo stesso Riccardo Garrone faccia da fiancheggiatore dichiarato delle Giunte locali rosso-rosa la dice lunga.
Diciamo che Vito Schepisi ha nobilitato (metafisicamente) attraverso Samuel Beckett (Waiting for Godot) un’evento estivo piuttosto deleterio. Fini (non da solo) ha sparato nelle gomme dell’automobile del governo Berlusconi, riuscendo a frenarne la marcia. Non gli è riuscito il colpo gobbo di togliere ad esso la maggioranza. A questo punto il conferenziere di Mirabello (e il sodale, per ora, di Rutelli) non può far altro che rimanere in mezzo al guado dentro e fuori, contemporaneamente, il PdL, tentando un logoramento e sperando in qualche evento fortunato che rafforzi lui stesso e il suo manipolo (se tale numericamente rimarrà). Comunque gli è riuscito di indebolire il governo. Credo che il disegno sia stato elaborato insieme a Napolitano (che è al tempo stesso la maschera di Umberto II e “la volpe del Vesuvio”). Il Presidente della Repubblica ha, nello stesso tempo, l’ambizione, novello barone Frankenstein, di rivitalizzare la Sinistra e lo sciagurato Fini gli ha dato manforte, ricevendone una sponda preziosa. Per ora l’inghippo non è riuscito fino in fondo ma appare tuttora vivo e vigile sottobanco. Giustamente, come è stato detto, è crollato il rapporto di fiducia e non vi è dubbio che di Fini qualunque cosa egli dica a Mirabello non ci si può più fidare. Se Napolitano è il sosia di Umberto II e il puparo della manovra, Gianfry oltre ad essere il pupo (o la marionetta) non è altresì l’incarnazione di Galeazzo Ciano,genero traditore?