I nostri soldi

dicembre 15, 2011 da Redazione  
Capitolo Gong

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soldi

Soldi veri, soldi falsi, soldi così, così.

Sto parlando della pensata Monti, Visco, Bersani e Berlusconi (ahimè), di obbligare gli italiani ad usare le carte di credito per acquisti superiori ai 1000 € (sempre che la cifra sia quella giusta).

Naturalmente c’è qualcosa oltre la facciata di un controllo della ricchezza.

Finalmente si impedirà ai ‘’ricchi’’ di andarsi a comperare uno yacht con delle valigie piene di soldi.

Una cosa di reale c’è. Se uno paga le tasse, ricco non lo diventa; se vuole qualche soldo deve o evadere od andare a produrre da un’altra parte.

Ma non basta la caduta del segreto bancario invece di andare a rompere le scatole ai vecchietti come me?

No non basta, perché c’è qualcosa di più.

Obbligando tutti coloro che ricevono soldi dallo stato ad usare moneta elettronica, si crea un ‘’circolante’’ virtuale che si aggiunge a quello reale e lo moltiplica mentre i soldi rimangono alle banche.

Non solo, ma poi la gente si abitua ai Bancomat ed usa sempre quelli (così non vi rapinano!) col risultato di creare un movimento di denaro virtuale che non esiste, mentre le banche si ricapitalizzano e possono mostrare alla UE i loro forzieri pieni di contante vero che non si muove.

Non si muove perché anche i venditori usano le carte o gli assegni e quindi….

È un barbatrucco mica male, ben pensato e degno dei creatori dell’Euro.

Quindi in linea con i sistemi che ci hanno condotto a queste spiagge.

Certamente, come tutti i trucchi, per un poco funzionerà, poi succederà, senza dubbio, qualcosa che smonterà la messinscena; succede sempre che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.

Vediamo la faccenda degli ‘’stipendi dei parlamentari. Il trucco per non ridurli (è un fatto di giustizia non di impatto economico rilevante) è quello di non far sapere quanti soldi lo stato versa, in totale, tutti i mesi comprese eventuali doppie mensilità.

È già successo, ad esempio in regione Liguria, che ad una riduzione di stipendio, sia corrisposto un aumento delle indennità.

Inoltre, i cittadini ben sanno che le commissioni (generalmente inutili e costose, parlando di dipendenti e di indennità) servono per insabbiare e non risolvere.

Intanto il governo Monti è entrato nel frullatore della politica reale e cioè, l’Italia delle clientele.

Adesso tasse con qualche ritocco, domani altre più tasse e forse, molto forse, le privatizzazioni, mai le deregolamentazioni, che potrebbero rendere inutile tanta gente assunta dai partiti.

Gente che potrebbe essere impiegata proficuamente per assistere e non solo per punire od intralciare.

Guai se rinascesse l’economia reale! Ci potrebbero essere posti di lavoro fuori controllo delle clientele! Mai più!

Per questo che io ho forti dubbi che l’Italia possa uscire dalla pania con dei cerotti, magari dolorosi, magari vistosi, perché in questo stato, c’è un cancro che lo divora dall’interno e le cure non possono essere che drastiche.

Ma non mirate a salvare il sistema e cioè il cancro.

Se si continua così si cadrà in un baratro senza alcun paracadute perché sarà il Nord a morire.

Già la caduta di produzione, e cioè delle tasse è, io sospetto, assai più grave di quello che l’ISTAT ci dice.

Questo ente, di professori, fa statistiche politiche, non reali.

Non che sbagli i calcoli, mette dei parametri fatti in modo da far venire il risultato richiesto.

Ad esempio i famosi ‘’panieri’’ per il calcolo dell’inflazione.

Di bufala in bufala dove arriveremo?

P.G. Zunino

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