Perchè hanno ragione i tedeschi

giugno 25, 2012 by Redazione  
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Sottovalutazione, errori, miopia, interessi di corto respiro, hanno contraddistinto la prima fallimentare risposta europea alla crisi del debito. E non c’è dubbio che Germania e Francia portino il peso delle responsabilità maggiori: delle risposte inadeguate, non della crisi. Ma adesso le questioni sono più chiaramente sul tavolo. E c’è da sperare – anche se non m’illudo – che dopo l’intervento del presidente della Bundesbank Weidmann, oggi sul Corriere, e gli interventi ormai quotidiani della Merkel, sapremo aprire gli occhi e abbandonare questo demagogico coro anti-tedesco che domina il nostro dibattito sulla crisi. Weidmann indica un bivio:

«… rientrare nel quadro normativo di Maastricht, basato sulla responsabilità individuale di ogni Paese per la politica fiscale nazionale. Oppure compiere un “balzo in avanti” riguardo a una maggiore integrazione. Perché non possiamo dire, da un lato, che ci fondiamo sulle politiche fiscali nazionali, e, dall’altro lato, mettere progressivamente in comune i rischi senza controllo, minando con questo il quadro legale esistente. Alla fine è sempre una questione di equilibrio fra il debito comune e il controllo».

«Secondo me bisogna essere realistici riguardo alle soluzioni. E distoglie l’attenzione se si parla soltanto di Eurobond senza parlare anche di un controllo centralizzato. Il governo tedesco sta spingendo per un’unione fiscale, un sistema comune di politiche di bilancio, cercando di trovare una soluzione. E apprezzerei molto se il presidente Hollande aprisse il dibattito e discutesse sia del debito comune, sia di cessioni di sovranità e della via comune verso questa nuova unione politica. Ma chiedere soltanto gli Eurobond non ci porta da nessuna parte».

Poi un paradosso indicativo: il 58% dei tedeschi si dichiara favorevole ad un’integrazione politica maggiore, mentre più negative sono le opinioni pubbliche di quei Paesi «che richiedono con maggiore forza una mutualizzazione dei rischi e del debito, come Francia, Italia, o Spagna».

La Germania ha una visione politica-istituzionale, nel senso di una maggiore integrazione, come soluzione – certo di lungo termine, e ovviamente più difficile e faticosa – della crisi. Mentre altri, come la Francia (e in misura minore anche l’Italia), hanno pronti piani anti-crisi di “paccate” di miliardi, velleitari perché nulla indica che nel frattempo verrebbero risolti i problemi delle economie nazionali. Parlano di Eurobond e Bce come la Fed, ma tacciono quando i tedeschi rispondono – giustamente – che se si vogliono “federalizzare” i debiti e condividere i rischi, allora ci devono essere più controlli, più vincoli economici e politici, insomma una ulteriore cessione di sovranità e una vera unione fiscale, politiche di bilancio comuni. Altrimenti, si sta semplicemente chiedendo ai contribuenti tedeschi di garantire i debiti altrui.

Chiedono gli Eurobond, i “federalisti” del debito, ma sulla cessione di sovranità e l’unione fiscale e politica che dovrebbero accompagnarli, anzi precederli, fanno orecchie da mercanti. I tedeschi vogliono più Europa, gli altri solo più soldi per evitare dolorose riforme. A Berlino bluffano perché sanno che i francesi non cederanno mai altra sovranità? Può darsi, ma chi vuole “mutualizzare” i debiti, se non è in malafede, non può non andare a vedere le carte. Si può essere d’accordo o meno con una maggiore integrazione, con maggiori vincoli – io, per esempio, la temo – ma se si è contro non si possono certo pretendere Eurobond e altre forme di condivisione dei rischi dietro garanzia tedesca.

by Rischiocalcolato

Orwell e l’Unione Europea

febbraio 23, 2012 by Redazione  
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Capita di pensare al romanzo di Orwell per certi paragoni che potrebbero essere fatti con la UE. È vero che in apparenza non c’è la guerra, ma c’è la crisi economica che si può ben paragonare ad una guerra ed inoltre c’è un mondo inquieto che la guerra la vuole. Se non altro per rivalsa spinta da problemi interni (un classico). È vero che non c’è un partito unico politico, ma la combinazione tecnocrati, banche (speculazione) e multinazionali costituisce un buon sostituto. Il romanzo fu scritto al tempo del nazismo e del comunismo e del tempo ha le stigmate, ma il risultato finale di costringere tutta la società ad applaudire ad una dittatura senza che la gente si renda conto che era una dittatura rimane, sino a quando il nodo non raggiunge il pettine. La perdita di sovranità della Grecia, ne è un assaggio.

Il lavaggio brutale del cervello viene sostituito dai media controllati con i soldi, dalle distrazioni dalla situazione reale (San Remo e dichiarazioni continue) e dalla mancanza di soldi della quale si accusa (giustamente) la politica o meglio i politici precedenti. Lo scopo è far omologare tutti, tutti uguali tranne chi comanda che non è il ‘’grande fratello’’ di Orwell, ma come in Orwell è tutta una classe di burocrati e tecnocrati che si nasconde dietro di lui.

Lo vediamo dalle dichiarazioni dei redditi dei ministri che sono ricchi, ma questo non è il problema, il problema è come tale ricchezza è stata accumulata, se con il diuturno lavoro nell’economia reale, oppure per speculazione o sfruttando il mal funzionamento dello stato. Senza contare che non si sa se hanno capitali all’estero ed il sospetto ritardo con cui alcuni hanno dato i loro redditi. La forza del nuovo sistema che si sta prospettando è proprio l’odio verso la vecchia classe politica; non solo come classe ma anche come persone. Napolitano ha avuto in Sardegna un piccolo assaggio di questo odio.

La Lega Nord si è mischiata con questa truppa e rischia di fare la stessa fine. C’è ancora il progetto, ma potrà essere portato avanti? Non lo so. Quanto sia suicida questa classe e queste persone si è visto nello scoop di due senatori, uno del PD e l’altro del PdL (ma guarda!) che hanno trovato all’ospedale S. Camillo di Roma una donna malata, sembra di Alzaimer, assistita su una barella per mancanza di posti in reparto e legata perché non cadesse. Grande fanfara mediatica.

Ma dove erano quei due quando le regole erano state fatte, quando si sono firmate modalità privilegiate per medici e personale e si sono stabiliti finanziamenti e controlli sui fondi stanziati? Sulla luna? Evidentemente sì, altrimenti non cercherebbero di continuare le bufale a scopo pubblicitario. La gente, speriamo, sarà più furba alle prossime elezioni, perché solo con le elezioni sarà possibile dare un buon colpo di scopa.

Specialmente se si continuerà a dimostrare come sta facendo Monti (e bene fa) quali sfasci, ingiustizie e miserie questi personaggi hanno creato. E non illudiamoci che le riforme elettorali e costituzionali li spazzino via, perché le vogliono far loro. E se si vuole dimezzare il numero dei parlamentari (Dio lo voglia) state sicuri che si provvederà in modo che chi ha fatto più danni sopravviva. È quindi necessario andare a votare e, se non volete votare nessuno, sbarrate la scheda.

In caso di scheda bianca c’è il pericolo che qualcuno voti per voi, in caso di astensione, voi non esistete, non vi contano nemmeno, perché così è il sistema elettorale. Le percentuali si fanno sui votanti e non sugli aventi diritto.

PG Zunino


http://youtu.be/ovz-o2D71qg

Gli inutili vertici dell’Eurozona

novembre 8, 2011 by Redazione  
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Il Nuovo Ordine Mondiale è in grossi guai. La suddivisione Europea sta visibilmente cadendo a pezzi.

Si può sempre dire quando un accordo importante del NWO è in modalità crisi. I rappresentanti dei media mainstream continuano a chiedere ai portavoce di alto livello: “Ciò minaccia il vostro programma?” Rispondono: “No, questo è solo un’aberrazione temporanea”. Lo ripetono sempre. Nel frattempo, gli eventi che portarono alla sopracitata domanda diventano sempre più minacciosi.

L’altro segno di una vera crisi è che i leader politici del mondo si riuniscono ripetutamente in qualcosa chiamato vertici. Un vertice significa “i capi del mucchio”. I funzionari di alto livello si incontrano tra di loro. Si incontrano in privato, ma l’incontro è visibile per i media.

I giornalisti amano un incontro al vertice, perché i vertici sono sempre tenuti in hotel sfarzosi di località boriose. Voglio dire, chi prenderebbe sul serio un vertice che si tiene a, diciamo, Hoboken, New Jersey? Nessuno. Così, i leader si incontrano in qualche Località Molto Costoso. I giornalisti vanno lì e ci danno dentro con le spese. E tutti passano una buona giornata.

Il problema di questa strategia è che i manifestanti possono presentarsi senza troppi problemi. Non soggiornano nello sfarzoso hotel. I media non dicono con precisione dove stanno. In qualche modo, migliaia di loro hanno i soldi per pagare le tariffe per l’aereo. Trovano un rifugio pagando prezzi da scantinato. Poi sfilano di fronte all’hotel, portando cartelli e urlando molto. “Basta con questo! Basta con quello! Basta con questo! Basta con quello!” Forse qualcuno porta un cartello “Free Mumia”. Questo va avanti fino a quando il vertice non si conclude.

A volte, diventano violenti. Alcune decine sono stati arrestati.

I membri del vertice non hanno mai detto nulla pubblicamente sulla protesta. I media educatamente non lo chiedono.

Il comunicato stampa rassicura il mondo che ci sono state discussioni franche al vertice. Ci saranno ulteriori discussioni franche da parte dei membri della commissione permanente a cui è stato assegnato il compito di esaminare la questione in profondità. I partecipanti si incontrano per una foto di gruppo. Poi la riunione viene sciolta.

E Mumia rimane in carcere.

RIPETERE I VERTICI

Quando il gruppo si riunisce di nuovo in due mesi per esaminare Il Problema, possiamo essere sicuri che la gente in cima al mucchio – la cima vera, non i loro uomini eletti che mandano sempre avanti – è nei guai. La riunione precedente dei loro portavoce non ha calmato la situazione. La crisi sta peggiorando. Quindi, la parola va ai Leader Ufficiali che farebbero meglio a chiamare un altro incontro al vertice. Il comunicato stampa da quello più recente non ha fatto la magia.

Così, i Leader Ufficiali hanno fatto in modo che i loro assistenti pianificassero una prenotazione in un altro hotel sfarzoso. Hanno fatto le valigie, assemblare il loro entourage, messo in moto i loro jet da Leader Ufficiali, e sono volati via in un’altra città di prestigio per il prossimo vertice. Si incontrano in segreto, ma questa volta hanno permesso ai fotografi dei media di entrare in una stanza per una foto di una discussione franca in scena tra i due Leader Ufficiali di più alto rango – o, raramente, i tre più alti. Si siedono su sedie da $2,500 e sembrano molto preccupati.

Poi il gruppo rilascia un altro comunicato stampa che annuncia la creazione di un quadro permanente per le discussioni future Del Problema.

I mercati azionari a livello mondiale salgono notevolmente per un giorno. Poi il giorno dopo ricadono al punto in cui erano il giorno prima del comunicato stampa.

Ecco una regola inviolabile: se c’è un terzo vertice in un periodo di tre mesi, il sistema bancario è in guai davvero grossi. Se, tra il vertice due e tre, ci sono un paio di fallimenti bancari o di società di intermediazione di cui la gente non ha mai sentito parlare, ma che risultano avere un patrimonio di decine di miliardi di dollari, la gente in cima alla mucchio vanno in modalità panico. Essi si chiedono: “Chi è il prossimo?” Ciascuno di loro pensa “forse la mia banca”, ma naturalmente parlano gli uni agli altri solo di qualche banca di grandi dimensioni che ha cercato per anni di entrare nel cerchio interno, ma non ce l’ha ancora fatta.

Vertici multipli in cui si parla dello stesso problema sono il segno che il problema non sta andando via. E sta peggiorando.

VERTICI IL FINE SETTIMANA

Un vertice inizia sempre di Venerdì e termina di Domenica. L’incontro inizia dopo che il mercato azionario nel fuso orario dell’hotel sfarzoso ha chiuso. In questo modo, il mercato regionale non precipita, in modo da inviare un segnale ai mercati che rimangono aperti con fusi orari diversi.

L’incontro di Sabato è quello in cui i leader decidono quali questioni saranno oggetto del comunicato stampa di Domenica. Le principali aree di discussione sono queste:

  1. Quanti soldi dei contribuenti menzionerà il comunicato stampa?
  2. Quali nazioni o organizzazioni internazionali prenderanno la quantità raccolta?
  3. Quanto tempo ci vorrà per prendere in prestito i soldi, e da chi?
  4. Quanto tempo resta fino a quando il denaro effettivo verrà raccolto?
  5. Che chiamerà il premier Cinese per un’altra promessa di acquisto di maggiori bond?

Le discussioni sono molto franche. “Non cercate di fregarmi! Quante volte pensate che io possa tornare dagli elettori? La mia coalizione è sul punto di sfaldarsi.” “Come possiamo convincere gli elettori che non stiamo buttando i loro soldi in una dolina?” “Quali tre più grandi banche hanno bisogno di un’infusione di fondi?” “Quali banche potrebbero presentare i prestiti necessari se vogliamo offrire garanzie sui prestiti?” E così via.

Poi arriva Domenica. Nessuno al vertice va in chiesa. Non adorano tornare a casa, così qualsiasi indicazione di cui hanno bisogno da parte di un intervento divino potrebbe mandare il messaggio sbagliato ai mercati dei capitali il Lunedi mattina.

La Domenica pomeriggio, rilasciano il comunicato stampa.

Se aspettare fino a Domenica sera, i mercati apriranno al ribasso dell’1% il Lunedi.

Se non annunciano alcuna decisione, i mercati apriranno al ribasso del 3%.

Il comunicato stampa deve sembrare che dica qualcosa di nuovo. Ci sarà un nuovo quadro di discussione. Il gruppo ha impegnato un totale di [X] miliardi di euro, da versare al governo di [Y]. Ciò significa che le banche che hanno prestato 4X di euro ad Y non andrà fallito. Ancora.

Il problema del vertice dovrebbe essere ovvio. Visto che le maggiori banche hanno stipulato prestiti stupidi, basati sui libri fasulli della precedente coalizione di governo, nessuno è sicuro che le banche abbiano il rating del credito e il capitale liquido sufficiente per concedere i prestiti promessi all’Agenzia Europea per il salvataggio. L’intera struttura bancaria è sul bordo del baratro. Se due o tre grandi banche annunciano il fallimento, in stile MF Global o in stile Dexia, ci sarà una corsa degli hedge fund creditori per riallocare i loro fondi rimanenti verso quelle che sperano saranno grandi banche solvibili. Quali potrebbero essere queste banche? Nessuno lo sa. “Fate il vostro gioco. La finestra sta per chiudersi.”

GLI INCONTRI ANNUALI DEL G-20

Il G-20 è una organizzazione specializzata in comunicati stampa annuali per quanto riguarda la situazione finanziaria del mondo, che sta sempre migliorando, rispetto al caos che ha prevalso subito prima la riunione precedente. L’ultimo incontro in programma si è svolto in Francia, Ottobre 14-15. C’è stato un vertice d’emergenza questa settimana.

Non fa mai male rivedere il sito ufficiale di un’organizzazione di alto livello del Nuovo Ordine Mondiale. Ciò richiede sempre una traduzione dal gergo ufficiale.

Il G20 è stato fondato nel 1999, sulla scia della Crisi Finanziaria Asiatica del 1997, per riunire le principali economie avanzate ed emergenti al fine di stabilizzare il mercato finanziario globale. Fin dalla sua nascita, il G20 ha tenuto incontri annuali di Ministri delle Finanze e dei Governatori della Banca Centrale ed ha discusso delle misure per promuovere la stabilità finanziaria del mondo ed il raggiungimento di una crescita economica sostenibile.

Traduzione: Il G-20 è stato creato per affrontare la prima grande minaccia al piano del Nuovo Ordine Mondiale per il lancio dell’euro nel 2000, come primo passo nella creazione di una moneta gestita a livello mondiale.

Per affrontare la crisi economica e finanziaria che si è diffusa in tutto il mondo nel 2008, i membri del G20 sono stati chiamati a rafforzare ulteriormente la cooperazione internazionale. Di conseguenza, i vertici del G20 si sono svolti a Washington nel 2008, a Londra e Pittsburgh nel 2009, ed a Toronto e Seul nel 2010.

Traduzione: Il salvataggio Asiatico del 1998 ha tenuto insieme il sistema, soprattutto perché gli Asiatici stanno vivendo una crescita economica. Cià ha mantenuto le loro banche fuori dal buco. Ma, nel 2008, un ceppo diverso di “influenza Asiatica” ha colpito l’Occidente. Ciò ha richiesto un incontro annuale per mantenere sotto controllo i segni di rottura.

Le azioni concertate e decisive del G20, con la sua composizione equilibrata di paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo ha aiutato il mondo ad affrontare efficacemente la crisi finanziaria ed economica, e il G20 ha già prodotto una serie di risultati significativi e concreti:

Traduzione: un incontro di teste rotanti di stato – diverse all’anno in Giappone – risolve i problemi finanziari del mondo generati dalla crisi in una riunione tenutasi il fine settimana in programma una volta all’anno, solo per rilasciare un comunicato stampa, possiamo essere sicuri che ci sono cose che accadono dietro le quinte e tra i comunicati stampa annuali. Ciò include:

In primo luogo, la portata della regolamentazione finanziaria è stata largamente ampliata e la regolamentazione prudenziale e la vigilanza sono state rafforzate. C’è stato anche un grande progresso nel coordinamento delle politiche grazie alla creazione di un modello per una crescita forte, sostenibile ed equilibrato, progettato per migliorare la cooperazione macroeconomica tra i membri del G20, e quindi per mitigare l’impatto della crisi. Infine, il governo globale è notevolmente migliorato per tenere maggiormente in considerazione il ruolo e le esigenze emergenti dei paesi in via di sviluppo, soprattutto attraverso la ambiziose riforme del governo del FMI e della Banca Mondiale.

Traduzione: La soluzione Keynesiana istantanea ad ogni problema è una maggiore regolamentazione. Ciò è noto in altri ambienti come chiudere la porta della stalla quando i buoi sono scappati. Il G-20 dispone di un modello per una crescita equilibrata, che ha scarseggiato sin dal 2008. Inoltre, il FMI ha preso in prestito un sacco di soldi da consegnare ai dittatori del Terzo Mondo per finanziare i loro conti bancari Svizzeri.

Sulla base di queste importanti progressi, il G20 ora deve adattarsi ad un nuovo contesto economico. Deve dimostrare che è in grado di coordinare le politiche economiche delle maggiori economie su base continuativa.

Traduzione: Il nuovo contesto economico è questo: l’intero sistema internazionale bancario a riserva frazionaria sta cadendo a pezzi, e ci vorrà più che un comunicato stampa per tenerlo insieme. Dietro le quinte, ogni governo sta cercando di trasferire le passività agli altri governi. “Le nostre banche sono in condizioni peggiori delle vostre!”

Il 2011 sarà l’occasione per costruire i successi recenti del G20 ed assicurare un seguito attivo dei processi già in corso. Sarà anche il momento di affrontare altre questioni essenziali che sono cruciali per la stabilità globale, come la riforma del sistema monetario internazionale e la volatilità dei prezzi delle materie prime.

Traduzione: “A malapena riusciamo tenere insieme questo sistema a fronte dei fallimenti continui. Questo è il successo massimo di cui siamo capaci in questo momento. Nel frattempo, i mercati sono così volatili che stanno richiamando l’attenzione sul fatto che la nostra passeggiata sul filo del rasoio tra inflazione e recessione sta diventando visibilmente inquietante. Non vogliamo finire come l’Olandese Volante”.

Crediamo infatti che le principali sfide economiche di oggi richiedono un’azione collettiva ed ambiziosa a cui il G20 è in grado di fornire impulso.

Traduzione: Non sono sicuro di cosa voglia dire “in grado di fornire impulso”. Mi dispiace.

LA VOLATILITA’ RIVELA INSTABILITA’

I mercati azionari quest’anno hanno riflesso la presenza di pessimismo negli investimenti per quanto riguarda

  1. l’imminente partenza della Grecia dalla zona euro,
  2. la probabilità crescente di un default della Grecia per il proprio debito basato sull’euro,
  3. la perdita di centinaia di miliardi di euro da parte di grandi banche del nord Europa,
  4. il rischio di fallimenti bancari in Italia dopo il default del governo Greco,
  5. la condizione traballante delle banche Portoghesi e Spagnole,
  6. la probabilità crescente di una recessione a livello mondiale nel 2012, e
  7. il timore di un evento imprevedibile risultante da un “momento Dexia”.

I mercati azionari hanno riflesso anche ottimismo per quanto riguarda

  1. il potere calmante dei comunicati stampa rilasciati negli incontri al vertice,
  2. la speranza che la banca centrale della Cina continuerà ad inflazionare in patria per comprare IOU basati sull’euro al fine di sostenere l’euro stesso e promuovere le esportazioni Cinesi,
  3. la speranza che la Federal Reserve farà qualcosa di nuovo che possa eventualmente cambiare le cose,
  4. la speranza che le aziende con enormi flussi di cassa annunceranno programmi di riacquisto di azioni in modo da far aumentare le stock option dei senior manager.

I mercati azionari sono più volatili di oggi rispetto a qualsiasi momento nella memoria recente. Nella misura in cui il 20% degli Americani che possiede circa l’80% dei singoli titoli presta attenzione, stanno recependo questo messaggio: nessuno sa cosa sta succedendo. Per quanto ne sa l’uomo comune, le cose non stanno affatto migliorando per lui. Le oscillazioni del mercato azionario sono solo più rumorose. Egli è preoccupato per la sicurezza del suo lavoro – per una buona ragione.

CONCLUSIONE

I Poteri In Carica si trovano ad affrontare Problemi Che Non Andranno Via. Il cuore del loro controllo è la riserva frazionaria ed il mercato per i titoli di stato (debito sovrano). Entrambi sono sotto assedio. Entrambi stanno mostrando segni di vulnerabilità senza precedenti.

Gli incontri al vertice dell’euro si stanno trasformando in reality show. Quale squadra Sopravviverà? Merkel-Sarkozy? Papandreou-Berlusconi?

Nel frattempo, l’Estonia è l’unica nazione in Occidente che non è in guai fiscali.

Poi c’è l’Islanda.

L’Islanda, le cui banche fallirono per $85 miliardi nel 2008, ha completato nel mese di Agosto un programma di 33 mesi del Fondo Monetario Internazionale. Il fondo con sede a Washington si aspetta che l’economia Islandese cresca più velocemente della media della zona euro quest’anno e il prossimo. Costa meno assicurarsi contro un default sovrano Islandese di quanto costi, in media, proteggersi da un evento di credito nello show del debito del blocco valutario Europeo.

Islanda ed Estonia non sono mai state invitate ai più importanti incontri al vertice Europei. Non sono nel G-20. C’è una lezione da imparare qui.

Gary North

[*] traduzione di Johnny Cloaca by: www.rischiocalcolato.it

L’inganno nucleare tedesco

maggio 31, 2011 by Redazione  
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 Fumo Nucleare negli Occhi dei Tedeschi, Tutto fa Brodo per Salvare le Banche dal Crack Greco. Ma guarda un po’ che strano prima la signora Merkel si scopre figlia dei fiori e “annuncia” che dal 2022 (campa cavallo…) in germania non ci saranno più centrali nucleari con sommo gaudio di un opinione pubblica mai cosi anti-nuclearista (sospettiamo che fukushima abbia aiutato…), il giorno dopo sempre la signora Merkel si scopre sodomitica con il culo dei suoi concittadini (mica il suo), facendo calare le mutande dei taxpayers tedeschi verso le banche (tedesche ma anche francesi, belghe..)

Mentre scrivo i mercati festeggiano il si (o il forse) teutonico al nuovo salvataggio greco costi quel che costi per i cittadini (ovviamente) dal WSJ:

BERLIN—Germany is considering dropping its push for an early rescheduling of Greek bonds in order to facilitate a new package of aid loans for Greece.

Berlin’s concession that it must lend Greece more money, even without burden-sharing by bondholders in the short term, would help Europe overcome its impasse over Greece’s funding needs before the indebted country runs out of cash in mid-July.

But some officials in Berlin hope that a short-term fix can be found that would allow a full deal including a bond rescheduling later this year.

Euro-zone officials have acknowledged for weeks that Greece will face a shortfall in financing of around €30 billion ($43 billion) a year in 2012 and 2013—even after a €110 billion bailout agreed last year. But agreement on how those gaps should be filled is proving difficult, thanks to growing political opposition in northern Europe to bailouts of profligate countries such as Greece…………….

Il calo di mutande e la relativa posizione a novanta gradi in cui la Merkel sta mettendo i suoi cittadini sta tutto nel secondo capoverso ” even without burden-sharing by bondholders in the short term “, pagano i cittadini (tedeschi ma scommetto anche italiani….) nulla tireranno fuori i creditori della Grecia.

Mi vorrei soffermare un attimo anche sul Fumo Nucleare negli Occhi dei Tedeschi utilizzando un sempre ottimo post di Oronero:

La Germania ha deciso di non avvalersi più dell’energia nucleare dopo il 2022. Almeno questo vorrebbe la coalizione che attualmente governa il paese. Solo che i quattro grandi fornitori di energia alla Germania, tra cui la svedese Vattenfall (gli altri sono E.On, RWE e EnBW) avranno problemi giganteschi a sostituire l’energia mancante. Vattenfall per esempio potrebbe anche fare bancarotta, visto che ha fatto enormi investimenti nel nucleare tedesco. Il paese si terrà giusto una centrale, in modo stand-by, per salvare la fornitura di elettricità dai colli di bottiglia. Tenere una centrale nucleare in stand-by costa almeno 50 milioni di € all’anno.

Il futuro tedesco per l’energia sarà invece molto più fossile di oggi, rendendosi ancora più dipendente dalla Russia. Solo che l’orso fra pochi anni non sarà più in grado di soddisfare la domanda europea di idrocarburi, ancora meno di sostituire il nucleare europeo. Nella tesi di uno studente di Aleklett viene descritto come l’Europa deve aumentare l’importazione di gas naturale del 90% fino al 2030, principalmente dalla Russia e dalla Norvegia. I calcoli danno che la Norvegia avrà il peak gas nel 2020, e la Russia nel 2035. Per il 2030 la produzione norvegese sarà in forte declino, alcune stime parlano di 20 bcm meno di oggi, quindi da li non potranno arrivare le quantità di cui abbiamo bisogno. Dalla Russia arriveranno forse il 45% in più. La eventuale crescente capacità esportativa della Russia, da per esempio le isole Sakhalin, andrà verso Cina e altri paesi asiatici in espansione, non verso l’Europa.

Quindi la decisione tedesca si traduce in carbone, un’altra di quelle materie prime che continua ad apprezzarsi, tra l’altro senza dimostrare nessuna debolezza, come avviene per gas e petrolio.

Nel 2005 è stato introdotto in Europa il sistema dei diritti di emissioni che sarà ulteriormente esteso nel 2013. Finora gli impianti di produzione di energia elettrica hanno ricevuto a gratis i loro diritti, uno dei fattori che hanno aumentato le bollette a tutti i cittadini europei, mentre i produttori riuscivano ad aumentare i margini. Fra due anni invece i giganti dell’elettricità dovranno pagare i diritti, e sarà la fine dei loro guadagni, se non raddoppiano ancora la nostre bollette.

Se prendiamo l’esempio della Vattenfall si vede che nel 2010 ha emesso ca 91 milioni di tonnellate di CO2. La statale svedese sta costruendo altre due impianti a carbone in Germania, e saranno altre 15 milioni di tonnellate. I diritti di emissione vengono ora scambiati a ca 18,50 euro/tonnellata. 106 Mtonnellate x 18,50 euro = 1.961.000.000 € ovvero 1,9 miliardi di Euro solo per emettere CO2. Operating income del gigante svedese era di 1,3 miliardi per le stesse aree di attività. Lascio al lettore calcolare cosa significa per la sua propria bolletta, ovviamente andandosi a cercare questi stessi dati per l’Italia. Forse lo farò io più avanti. Una stima timida potrebbe essere un raddoppiamento da qua al 2020.

E comunque avremo peak coal nel 2025.

Io penso che la decisione tedesca verrà disfatta, perché significa anche un enorme contrattempo per il clima. Ogni TWh prodotta dal nucleare che deve essere sostituito da idrocarburi, emette un’altra tonnellata di CO2.

E per che non mi crede, dicendo che verrà tutto sostituito dalle tecnologie nuove, ho come al solito prodotto un grafico:

prod elett europa 2009 Fumo Nucleare negli Occhi dei Tedeschi, Tutto fa Brodo per Salvare le Banche dal Crack Greco.

Per sostituire il nucleare la Germania comprerà energia nucleare dalla Francia, e gas naturale dalla Russia. Per quanto riguarda l’eolico on-shore hanno già sfruttato al massimo il territorio la dove il vento c’è.

Io scommetto i miei 2 cent che passata la nottata (e la puzza di feta greca che ammorba la DeutscheBank) un proroghina di un paio di venti anni a quelle centrali verrà fatta.

by www.rischiocalcolato.it